2. RACCONTAMI UNA STORIA

 Perchè raccontare una storia? Prima di tutto, perchè una storia implica emozione e partecipazione. Ma non è semplicemente per questo motivo che lo storytelling è uno straordinario approccio didattico.




 Come vedremo nella prima parte (Perchè una storia), lo storytelling è molto altro. Ad esempio, un potente organizzatore di informazioni. E lo è da tempo immemorabile, come racconteremo nella seconda parte (I grandi storytellers). Il fatto è  che le storie puntano al cuore, ma anche al cervello. È  quello che vedremo nella terza parte (Questione di feeling), dove scopriremo che una storia non solo stimola molte più  aree cerebrali che non una serie di dati, ma anche come  produca gli  stessi ormoni  coinvolti nella chimica dell’amore. Chissà  se  i creativi pubblicitari del vecchio Carosello già  lo avevano intuito: certo è  che i più  grandi brand hanno usato e usano lo storytelling per costruire la propria immagine e vendere i loro prodotti. (Capitolo quarto, Emozionare per vendere: business, brands e pubblicità). 

La scuola è  arrivata soltanto dopo: in effetti lo storytelling è  una novità nel panorama delle strategie didattiche. Per la verità quasi tutti noi ricordiamo  un insegnante  dotato di grandi capacità affabulatorie, e capace di tenerci avvinti con una storia ben raccontata (quinta parte, Storytelling e apprendimento). E questo vale per tutte le discipline: non solo storia e letteratura, ma anche filosofia, e persino scienze e matematica possono diventare più affascinanti e potenziare l’apprendimento con una storia (sesta parte, Storie per tutti i gusti) Certo, bisogna farsi venire l’idea , trovare quella storia giusta che colpisca, affascini, faccia piangere o ridere… insomma, che susciti emozione. E una volta che l’abbiamo trovata? Possiamo raccontarla noi, certo, ma possiamo anche farla trovare e raccontare dai nostri ragazzi. E non soltanto a voce, o attraverso la scrittura, ma anche attraverso mezzi espressivi  che utilizzino le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. In digitale, cioè. E’ quello di cui ci occuperemo nella settima parte (Lo storytelling analogico e  digitale).

Naturalmente, una storia può essere anche inventata, e creata appositamente per sviluppare riflessioni. Vi racconteremo una storia scritta per parlare di  educazione e complessità;  quella complessità che proprio un racconto riesce ad esprimere meglio di un saggio, e proveremo a trarne considerazioni utili ( Storytelling, complessità e competenze).


C’è un mondo, in una storia. C’è la vita dentro. Ci interpella.

E  di qualsiasi cosa parli, sta sempre parlando di noi.

Ce n’è abbastanza per cominciare, non credete?




 






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