3.I GRANDI STORYTELLERS: L'Amore e la sapienza
E' notte, in un magico giardino nascosto e pieno di fiori.
Nel palazzo un grande banchetto festeggia la nascita del fiore più bello, Afrodite, la divina tessitrice d'inganni. Tra gli invitati c'è Poros ( l'abbondanza), che beve un po' troppo ...
Lo vediamo in giardino, a passeggiare per schiarirsi le idee; ma, all'improvviso, lo prende una gran sonnolenza. Si sdraia sull'erba profumata, e si addormenta. Penia, la povertà, che mendica alla porta, lo vede nel giardino e viene presa da grande desiderio di lui. A volte, gli opposti si attraggono…
Gli si stende accanto, lo abbraccia... e, in quella magica notte, concepisce.
E’ così che nacque Eros: e per il fatto di essere figlio di Penia e Poros si trova in questa condizione.
Anzitutto è sempre bisognoso, e molto ci manca dall'essere delicato e bello, come i più credono, confondendo l'amore con l'amato; è invece rude, e scalzo, e privo di dimora, è sempre sdraiato a terra e dorme senza coperte davanti alle porte e nelle strade all'aria aperta, perché ha la natura della madre, convive sempre con la miseria, e perciò' cerca sempre quello che non ha. È un desiderio irresistibile.
Per parte di padre, invece, è insidiatore delle persone belle e buone; è virile e audace e impetuoso, formidabile cacciatore, sempre intento a tramare qualche inganno, e desideroso di assennatezza e ingegnoso, temibile e straordinario stregone, e ciarlatano e imbroglione (δεινὸς γόης καὶ φαρμακεὺς καὶ sophistes..)
Ha duemilacinquecento anni una delle più belle storie mai raccontate.
E' il filosofo Platone a raccontarla nel Simposio, e parla d’amore.
Che poi l’amore platonico sia un concetto un po’ diverso dall’amore romantico, è un fatto.
Affascina comunque questo Eros rude, scalzo, ma irresistibile e temibile. ”Dolceamara invincibile fiera": così chiamava l'amore la poetessa greca Saffo…
Ma torniamo alle storie.
Platone,per la verità, più di una volta nelle sue opere dice no alle storie.
Ai miti, come si chiamavano allora..Platone rifiuta il mito, come racconto di sola fantasia e falsità. Paradossalmente, però, i suoi dialoghi sono ricchi di storie: lo potremmo davvero definire uno dei primi storytellers. Le sue storie infatti, dal mito della caverna, a quello delle cicale, hanno finalità conoscitive: sono immagini che adombrano contenuti filosofici.
Così il bellissimo racconto della nascita di Eros ci parla di filosofia, come amore per il sapere: continua tensione verso ciò che non si ha, ma si desidera avere.


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