1. SEMPLICEMENTE, UNA STORIA
Viviamo letteralmente immersi in un oceano di informazioni, di cui siamo diventati consumatori compulsivi e disattenti.
All’ora di colazione abbiamo già consultato le ultime notizie, fatto un giretto sui social, risposto ad alcuni whatsapp...
La memoria, da corta, è diventata cortissima… e così anche l’attenzione. Esistono aziende che hanno studiato storie di dieci secondi, supponendo che l’attenzione si soffermi su un oggetto per questo minimo brandello temporale.
Questo fatto riguarda gli adulti, ma anche i ragazzi, onnivori digitali e insieme smemorati.
E l’apprendimento? Le competenze? Eh, quelli hanno a che fare con la memoria a lungo termine..
L’educazione ha un compito sempre uguale, ma sempre più arduo: quello di non rimanere in superficie, di far approfondire, di analizzare. Con un miliardo di sirene affascinanti che sussurrano: vieni, corri qui… non fermarti...
Il primo problema che si pone è perciò quello di fermare questa girandola impazzita, di convincere i ragazzi a soffermarsi su qualcosa, a porre l’attenzione, non a dare un’occhiata distratta e passare oltre.
Ma come fare?
Stop. Fermi tutti. Qui occorre un’ emozione.
Occorre qualcosa che coinvolga, altrimenti la motivazione a soffermarsi, ad andare in profondità non emerge, e la girandola ricomincia.
Ciò può essere… una storia.


Commenti
Posta un commento